APPIANO GENTILE - La seconda e ultima parte delle dichiarazioni di Rafael Benietez in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Udinese, gara valida per l’anticipo della 2^ giornata della serie A Tim 2010-2010.
Benitez, crede che Santon possa essere un uomo sul quale la sua Inter potrà fare particolare affidamento per la prossima stagione?
"Davide sta lavorando, non è al cento per cento e sente ancora un po’ di fastidio. Questa settimana si è allenato molto bene e, poco a poco, starà sempre meglio e tornerà a essere disponibile. Oggi decideremo che cosa fare, ma posso già dire che la sua condizione migliora giorno dopo giorno".
Quando Benitez parla dell’Inter parla di quella squadra che è stata. Non le viene il dubbio che, attualmente, non possa più essere la stessa sulla quale lei conta?
"Abbiamo visto la stessa Inter della scorsa stagione in Supercoppa contro la Roma e nella ripresa di Bologna-Inter. Questa è una squadra che l’anno scorso ha vinto tanto, ma lo ha fatto sempre alla fine del campionato, lavorando tanto nelle ultime settimane della stagione. Quest’anno può essere lo stesso, ma dico che il secondo tempo delle partite che ho appena nominato si è vista un’inter con la mentalità giusta".
Come dobbiamo prendere l’atteggiamento molto signorile, ma anche passivo su una campagna acquisti estiva che non ha portato nessun nuovo giocatore all’Inter?
"Credo che tutti gli allenatori vogliano sempre qualcosa. Il presidente Moratti lo sa, Branca lo sa, abbiamo parlato dopo la chiusura del mercato, ma ora credo sia più intelligente parlare del futuro che di quello che è stato fatto. Per me non ha senso parlarne adesso, io sono cosciente che il presidente Moratti ha fatto uno sforzo economico per tanti anni consecutivi e quest’anno ha cambiato un po’ idea. Abbiamo parlato anche ieri, sappiamo quello che dobbiamo fare per il futuro e questo è quello che davvero conta per me".
Quanta voglia ha Benitez di dimostrare che può dare un’impronta a questa squadra che sia almeno pari a quella data da Josè Mourinho? Quando vedremo l’Inter di Benitez?
"La mia opinione è che non sia uno o l’altro allenatore a vincere, bensì il gruppo. All’Extremadura se io perdevo contro il Barcellona era la squadra a perdere, non io contro Van Gaal. Credo che la squadra sia più importante dell’allenatore. Detto questo, è chiaro che abbiamo bisogno ancora di tempo. Se domani vinciamo qualcuno dirà che siamo pronti, ma non non è vero, non è così perchè in realtà abbiamo ancora bisogno di tempo. La difficoltà è che in questo tempo dobbiamo, allo stesso tempo, vincere e migliorare ogni settimana. Io vedo la squadra, analizzo ciò che si è fatto l’anno scorso e vedo che cosa ancora si può imparare. Il meglio di questo gruppo è che ha mentalità giusta, la capacità di lottare che deve rimanere la stessa. Il resto può essere migliorato tantissimo".
Quale è l’approccio di Benitez con i giocatori rispetto a quello che utilizzava Mourinho?
"Sono due le cose che mi piacciono come nessun’altra durante un allenamento: la prima è insegnare, l’altra è convincere. Penso che la motivazione sia una cosa intrinseca, non estrinseca: io posso fare tanta pressione su un giocatore, ma sarà fatta sempre in un determinato momento che può essere un giorno, una settimana o un mese, ma se io sono convinto di vincere è più facile convincere gli altri, lui è convinto che deve vincere perchè deve farlo per te, per la sua famiglia o per qualsiasi altra cosa, è tutto più facile. Se è necessario parlare tante volte con un giocatore per convincerlo, sarà sempre una cosa limitata nel tempo. Per me è più importante insegnare e continuare a lavorare. Se bisogna urlare lo si fa, ma è meglio che il giocatore abbia un’idea, un metodo di gioco e di lavoro preciso, poi in ogni momento bisogna trovare la motivazione giusta".
Dopo due mesi nell’Inter come si trova Benitez?
"Sono contento qui. Ho lavorato in Spagna e in Inghilterra, ma qui un dirigente può parlare di calcio perchè loro ne capiscono. Nell’ultimo anno al Liverpool non si poteva perché tutti sapevano tutto e niente. Qui dobbiamo fare un lavoro diverso".
Come preparerete le partite della fase a gironi della Champions League visto che nelle ultime due stagioni l’Inter le ha superate con molta fatica?
"Dobbiamo iniziare bene perchè la Champions è una competizione sempre difficile e il nostro è un girone tosto. E’ un torneo corto, nel senso che si decide in poco tempo, e le prime partite sono molto importanti".
In che reparto vorrebbe rinforzare la squadra nella prossima sessione di calciomercato?
"Oggi è il 10 settembre, abbiamo tempo per parlare di quello di cui avremo bisogno. La squadra è forte, ma si può migliorare. Abbiamo tanti giovani, vedremo, se qualcuno di questi migliorerà in fretta, cambierà la nostra idea".
Il problema di Maicon è quello che si porta dietro dalla partita di Montecarlo?
"Ha avuto un problema durante la gara con l’Atletico Madrid. Parlando con il dottore, abbiamo capito che non è una questione seria, ma quando si sente dolore è sempre difficile. Ora credo vada un po’ meglio e oggi sarà importante perché dopo due giorni di fisioterapia si dovrebbe vedere la differenza".
E’ vero che l’Inter ha fatto un tentativo per avere il giocatore dell’Udinese, Inler?
"Non parlavo prima di questo argomento, non ne parlo adesso e men che meno parlo adesso di un giocatore che domani sarà un nostro avversario. E’ un buon giocatore, ma preferisco non dire altro".
Quali squadre pensa siano favorite per la Champions? Il Milan sarà favorito anche in questo senso?
"Non è facile dire quali squadre possano far meglio se prima non si vedono in azione sul campo. Con Burdisso e Borriello, la Roma potrebbe essere più forte dell’anno scorso, il Milan è forte, la Juve ha fatto molti acquisti, credo che tutte le squadre saranno forti. Anche il Palermo lo scorso anno ha fatto molto bene in Europa League. Non è facile parlare di una squadra o dell’altra".
Quanto tempo pensa servirà per trasformare quest’Inter in quella che lei ha in mente?
"Non è semplice, dopo due partite con la nazionale. Dopo esserci allenati due o tre settimane tutti insieme penso possa essere più facile capire quello che vogliamo. Il tempo dipende sempre però da come il messaggio arrivi ai giocatori, ma avremo bisogno di almeno tre settimane".
Cosa pensa dello sciopero dei calciatori proclamato oggi dall’AIC?
"E’ una questione delicata, perchè quando qualcuno vuole sciperare è perchè c’è qualcosa che non va bene. Tuttavia, mi aspetto che si arrivi ad una soluzione prima della data prefissata. Ho fiducia che tutto vada bene".
Che effetto le farebbe allenare Ricardo Kakà?
"Non parlo di un giocatore che gioca in un’altra squadra. E’ un buon calciatore ma, ripeto, noi abbiamo una squadra forte e abbiamo tempo per lavorare fino a gennaio e vedremo dove saremo arrivati".
Ha visto la partita della nazionale italiana?
"No, ne ho viste altre due. Posso dire, però, che non credo sia molto utile mettere a confronto squadre con due livelli di qualità così diversi tra loro".
Avrà letto degli scandali che hanno toccato alcuni giocatori inglesi. La stampa anglosassone non cambia mai da questo punto di vista?
"Io adesso sono qui e devo capire le vostre domande fate. E’ importante concentrarmi su questo, seguo sempre un po’ il campionato inglese perché ho tanti amici, ma mi concentro su questa esperienza".